I canali e i tubi pluviali possono ostruirsi a causa delle foglie cadute e di altri detriti che la pioggia trasporta fino alle grondaie. Se l’accumulo arriva ad ostruire lo scolo determina la necessità di manutenzione. Se poi raccogliamo l’acqua della pioggia in un deposito per irrigare o per altri scopi (di questo parlerò in un futuro articolo), il problema si aggrava. Ciò dipende dal fatto che questi detriti, in gran parte organici, si decompongono nell’acqua contaminandola.

Esistono varie soluzioni, per esempio dei filtri che si innestano tra il pluviale e il deposito d’acqua. Tali filtri possono essere registrabili, autopulenti e a volte integrano anche altre funzioni. Per esempio la deviazione dello scarico iniziale (first flush diverter), vale a dire della prima pioggia che pulisce il tetto portando con se la maggior quantità di polveri e detriti. Oppure una valvola di troppopieno (overflow valve) che si attiva quando il deposito è pieno deviando il flusso d’acqua allo scarico fognario.
La soluzione che io preferisco, dopo aver provato alcune delle precedenti, è quella di un filtro per grondaia da innestare nello scolo tra il canale e il tubo pluviale.
In questo caso, vista la varietà di dimensioni e forme delle grondaie, è conveniente un filtro in materiale plasmabile che si possa adattare piegandolo e dandogli forma con le mani. Inoltre il materiale deve essere resistente alla ruggine, perché rimarrà in contatto intermittente con la pioggia. Io ho optato per la soluzione qui a lato, composta da una maglia di alluminio, leggera, inossidabile e plasmabile. È facile darle la forma adatta e non appesantisce la struttura.

A seguito mostro il risultato una volta installato. Se siete interessati potete comprare qui il filtro in maglia di alluminio per grondaia.